Ma il matrimonio è l’America?

Con questa frase, Salvatore Branca, amico e padrino di Cresima, iniziò la sua omelia, in occasione della celebrazione del matrimonio tra me e Giuliana 17 anni fa.

17 anni sono abbastanza perché la quotidianità abbia avvolto nel suo rumore di fondo i momenti più speciali. 17 anni di battaglie contro la noia e la stanchezza, proteste dei figli, incomprensioni con le suocere, oppure con i traslocatori, discussioni sul futuro, ansie lavorative, ed elettrodomestici fuori garanzia.

17 anni sono abbastanza per mettere alla prova qualsiasi amore, per gettare acqua sul fuoco di qualsiasi passione, per mettere in dubbio qualunque certezza o dogma, per smorzare qualunque entusiasmo giovanile, per far sentire il peso di allevare anche il figlio più docile.

Ma …

17 anni non sono abbastanza per averne abbastanza! Non sono abbastanza per non pensare più che la vita insieme è bella, che la felicità ti ripaga di ogni difficoltà. Non sono abbastanza per smettere di sognare e di camminare col naso all’insù, rivolto verso il cielo, verso l’infinito, ma sempre mano nella mano … E se non so piú tutto quello che vissi
È che non sempre i tuoi occhi m’hanno visto.

Caro Salvatore, io penso che, Trump a parte, sì, il matrimonio sia l’America!!!

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e … sports?

Quando vedo i miei figli completamente rapiti da X-box, Playstation, Wi-Fi, e simili, mi arrabbio e parto con le mie consuete e noiose filippiche sulla bellezza di giocare all’aperto, interagire con i propri amici, praticare sport. Beh, sull’ultimo punto almeno, sicuramente mi sbaglio. Giocare ai videogiochi è uno sport, anche se con la e di “electronic” davanti. E’ così che ha deciso il Comitato Olimpico Internazionale, al termine di un vertice a Losanna, poche settimane fa. I cosiddetti e-sports sono diventati ufficialmente degli sport, e puntano a essere riconosciuti come disciplina olimpica, qualcuno dice entro il 2024. A chi è poco avvezzo al tema, questo può far sorridere, ma gli e-sports hanno ormai un seguito elevatissimo e anche una discreta … storia.

La prima competizione di e-sports risalirebbe infatti al 1980 quando 5 ragazzini americani si sfidarono al Rockfeller Center a New York per il titolo di campione nazionale di Space Invaders. Più recentemente, in Corea del Sud, la finale del campionato mondiale di League of Legends ha richiamato oltre 40.000 spettatori e gli Imagine Dragons come guest band, mentre ci sono tornei con montepremi da 24 milioni di dollari, da far invidia al tennis e al golf. Twitch, una piattaforma di streaming online, vede i tornei di e-sports come gli eventi più seguiti con milioni di utenti unici. Sì, la stessa Twitch che è stata poi acquisita da Amazon con una valutazione di 1 miliardo di dollari! E che, adesso comprerà i video dei tornei di League of Legends, dalla Disney che, insieme alla Major Baseball League, se ne è accaparrata i diritti fino al 2023 per 300 milioni di dollari

E, come in tutti gli sport moderni che si rispettino, non mancano gli infortuni (come il tunnel carpale, oppure le trombosi per le troppe ore seduti), né le star giovanissime, come Soren Bjerg, nome in codice Bjergsen, ventunenne danese, stella di SoloMid, un team di professional gamer di League of Legends.

E, soprattutto, non mancano i soldi. Un articolo di April White, comparso sull’HBS Alumni Bulletin, stima che il settore degli e-sports dovrebbe raggiungere un giro d’affari di 1,5 miliardi di dollari entro il 2020.

E in Italia? Inutile dire che, anche negli e-sports, siamo in ritardo, ma il settore sta iniziando a svilupparsi anche da noi. E, diciamoci la verità, sarebbe un peccato se perdessimo questo treno. Del resto, non ci si lamenta sempre che i nostri ragazzi sono pigri e passano troppo tempo davanti ai videogiochi? Confesso di essere un po’ confuso. Se sogniamo che i nostri figli diventino campioni olimpici, forse, invece che mostrare loro video di Messi e Bolt, dovremmo regalare loro l’ultimo modello di X-box?

CENSURA!!!

Ho avuto il brivido di avere un mio post rimosso da Facebook e a partire da quello, ora pare che non riesca più neanche a condividere automaticamente i miei blog. Se penso all’immondizia che vedo sulla Rete tutti i giorni … Vi trascrivo l’articolo integralmente, anzi mi auto-censuro pure qualche parola! Lascio a voi giudicare. Don’t believe the hype!

Al bar, dopo una riunione di lavoro.

“Dottore, volevo dirle … se ci dà quest’incarico, per lei ci sono 25.000 € l’anno … tutti in nero, naturalmente!”

“No, grazie. Io queste cose non le faccio.”

“Come vuole, ma lei è troppo puro. E’ così che funziona il Mondo.”

Sono stato contento di sapere dell’approvazione della nuova legge che protegge i cosiddetti whistleblower, i dipendenti che denunciano irregolarità e corruz … E’ un passo, per quanto piccolo e imperfetto, verso una maggiore cultura della legalità.

Perché la gue … all’illegalità deve vederci tutti soldati, con lo stesso piglio di Churchill e del popolo britannico nella Seconda Guerra Mondiale: “We shall never surrender! Non ci arrenderemo mai!”

Grazie. Non dimenticheremo mai

Ogni anno, quando mi rendo conto che è il 23 novembre, provo una sensazione strana. Ricordo in modo vivido quegli istanti di 37 anni fa, in cui il palazzo in cui abitavo oscillava come un filo di fieno al vento, e il mio amico Gianluigi e io, accucciati a terra nella stanza improvvisamente buia, ci chiedevamo cosa stesse succedendo.

Ogni tanto un terremoto scuote l’Italia e occupa le cronache per qualche settimana, poi tutti dimenticano, ma io non dimenticherò mai. Il terremoto dell’Irpinia provocò 2.914 morti (10 nel mio paese, Piano di Sorrento), quasi 9.000 feriti e 300.000 sfollati (tra cui mio nonno). Poi, seguirono una ricostruzione infinita, e speculazioni edilizie. Una delle tante pagine tristi della nostra storia.

Oggi è anche il Thanksgiving Day in America. E stasera, Giuliana e io abbiamo pregato insieme ai nostri figli, per rendere grazie per averla scampata 37 anni fa e avere la fortuna di essere qui a ricordare e pensare che la vita è davvero bella, anche se accadono eventi così crudeli e inspiegabili! Grazie. Non dimenticheremo mai!

We shall never surrender

Al bar, dopo una riunione di lavoro.

“Dottore, volevo dirle … se ci dà quest’incarico, per lei ci sono 25.000 € l’anno … tutti in nero, naturalmente!”

“No, grazie. Io queste cose non le faccio.”

“Come vuole, ma lei è troppo puro. E’ così che funziona il Mondo.”

Sono stato contento di sapere dell’approvazione della nuova legge che protegge i cosiddetti whistleblower, i dipendenti che denunciano irregolarità e corruzione. E’ un passo, per quanto piccolo e imperfetto, verso una maggiore cultura della legalità.

Perché la guerra all’illegalità deve vederci tutti soldati, con lo stesso piglio di Churchill e del popolo britannico nella Seconda Guerra Mondiale: “We shall never surrender! Non ci arrenderemo mai!”

 

Trump 2.0

Se pensavamo che Trump fosse un eccezione nel panorama politico americano, ci sbagliavamo di grosso. Pare che il Presidente sia solo la punta di un iceberg. Prendete, per esempio, Roy Moore, candidato repubblicano per il seggio in Senato dell’Alabama, attualmente vacante.

Moore, a cui Time ha dedicato un ampio articolo un paio di settimane fa, è un giudice che è stato due volte “Chief of Justice” della Corte Suprema in Alabama e due volte è stato rimosso, la prima perché aveva cercato di fare erigere un monumento ai Dieci Comandamenti in granito, del peso di circa 2,000 kg, la seconda perché aveva cercato di proibire i matrimoni tra coppie dello stesso sesso, contro il volere della Corte Suprema Americana.

Moore è uno che compone e recita poesie anti-abortiste, sostiene che la costituzione americana sia stata dettata da Dio, non crede alle teorie sull’evoluzione umana, vorrebbe che i musulmani non avessero diritto a essere eletti al Congresso americano, e pensa che gli attacchi dell’11 settembre siano stati la punizione di Dio per i peccati americani, e pochi giorni fa si è pure beccato un’accusa di aver molestato sessualmente una teenager diversi anni fa …

Altro che American Dream, qualcuno ci (si) svegli da questo American Nightmare!

 

Fratello mare

Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti

Arrivederci fratello mare

Mi porto un po’ della tua ghiaia

un po’ del tuo sale azzurro

un po’ della tua infinità

e un pochino della tua luce

e della tua infelicità.

Ci hai saputo dir molte cose

sul tuo destino di mare

eccoci con un po’ più di speranza

eccoci con un po’ più di saggezza

e ce ne andiamo come siamo venuti,

arrivederci fratello mare.

 

Nazim Hikmet mi perdonerà se ho preso a prestito questi suoi versi di esattamente 60 anni fa …